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  PRESS

“…Gruppo rivelazione del '99 ”

    ( Il Manifesto )



“…Melodia e ritmica degna dei migliori june of 44! ”

Max Prestia ( RockStar )





“...Energia ed emozione da una band giovanissima ”

Damon Che (Don Caballero)




“...Un forte impatto noise assicurato da una sezione ritmica compatta ed equilibrato
dagli interventi della chitarra che alterna momenti di calma a ondate di puro rumore bianco”

( Palermo in Musica )

 


A scuola di noise

Che il sud Italia abbia una scena noise sempre viva che ama rispecchiarsi nel lato più "secco" ed underground del rock "alternativo" d`oltre oceano, è un dato assodato già da anni, per questo non sorprende che questa esordiente band catanese scelga di avventurarsi proprio in questi territori.

I Theramin, diciamolo subito, suonano decisamente bene: si muovono con passo sicuro fra noise, post-rock e math-rock convogliando nelle otto tracce di "We were gladiators" le esperienze di bands quali Three Second Kiss, Uzenda, Don Caballero, ma anche Slint, Shellac, Fugazi e molti altri. Il loro limite è però quello di essere un po` troppo didascalici e forse incerti sulla strada da seguire, finendo col mettere insieme otto tracce piuttosto slegate che spaziano dalle chitarre nervose dell`iniziale "When Santa Claus died" alla ritmiche spezzate della conclusiva "In your precious hands" dopo aver attraversato i richiami post-rock di "To be away", il noise di "Two pieces of glass", il reading minimale di "near by the Saint Leonard River", il crescendo cupo di "Butterfly winds over computer" ed i richiami post-punk di "1+1 does`nt always make 2".

Un lavoro ben suonato che però da l`idea più che altro di un collage di mille influenze prese un po` qua ed un po` la, a cui manca quel pizzico in più di personalità e di continuità per riuscire a convincere veramente. Un noise, insomma, suonato forse da "primi della classe" ma pur sempre fin troppo scolastico a cui sembra mancare quel pizzico di visceralità che, quando ci si avventura in questi territori, fa sempre la differenza. (5/11/04)

THERAMIN
We were gladiators
Psychotica Records

 

BLOW UP
Theramin "We were gladiators" Psychotica / Goodfellas

Il Trio Catanese esegue un math rock di scuola June of 44 che tuttavia trae inevitabilmente le sue origini anche in casa propria, se non altro perché del gruppo fa parte anche il batterista Sasha Tilotta, figlio di Agostino e Giovanna degli Uzeda/Bellini. Del percorso intrapreso quindi se ne possono ricavare le traiettorie squadrate e spezzate, i motivi angolari e le sporgenze elettriche, il recitato narrativo. “We were gladiators” sembra comunque presentarsi come un diario di formazione, ricco di esperienze da ricordare ora con frenetica precisione ora con nostalgia (in “to be away” entra in scena anche un violino).

(6/7) Fabio Polvani

 

SONIC BAND
Theramin "We were gladiators" Psychotica / Goodfellas

Esordio discografico per i catanesi Theramin , su Psychotica Records . Un disco che si dimostra da subito ottima proposta nel panorama indie italiano, un misto di noise e math rock emozionante e con ottimi spunti tecnici. Basta sentire le prime due tracce proposte nel disco per esserne totalmente rapiti al primo ascolto, la nervosa cadenza di “When Santa Claus Died” (opener del disco), e la sconvolgente minimalità di “Near By Saint Leonard River”, composta con chitarra pulita arpeggiata e voce ispirata che recita, sono due eccellenti brani che mettono a nudo quello che possono comporre i Theramin, nervosismo ed isteria sia con mazzate ritmiche che con atmosfere minimali. Una conferma l'abbiamo immediatamente con “Butterfly Wings Over Computer”, che parte tosta per poi asciugarsi immediatamente (quasi un mix dei primi due brani). “1+1 Doesn't Always Make 2” vira verso il math rock senza sdegnare le classiche chitarre di scuola Fugazi. E via così per il resto del disco, composto da otto brani dotati di ritmiche spezzate che a sorpresa accellerano e rallentano ed armonie liscie pronte a creare atmosfere che passano dal sognante all'isterico. Da segnalare anche le due canzoni che chiudono il cd: “To Be Away” e “In Your Precisious Hands”, giusto epilogo di un disco sorprendende e pieno di creatività. Una forte realtà italiana i Theramin, band da esportare all'estero con pieno orgoglio.

Recensore: Fabio Igor Tosi

 

X-MIST
Theramin “We were gladiators” Psychotica Records / X-Mist Records

New album by a Post-Rock trio from Catania/Sicily, hailing from the same scene as UZEDA and BELLINI, having played already lots of showstogether with DON CABALLERO and JUNE OF'44... and that will surely give you an idea what their 8 tracks (in about 31 minutes) of Post-/Math-Rock sound alike - also traces of a SHELLAC-influence can be heard within some of their songs! All excellently and energetically recorded! www.psychoticarecords.com

 

RADIO CIROMA
Theramin "We were gladiators" Psychotica Records / Goodfellas

Un altro importante capitolo della storia della Psychotica Records, uscito ad Ottobre 2004, è sicuramente ben illustrato dai Theramin, rock graffiante, basso pulsante. Tra liriche cantate in inglese e brani recitati, il suono si diffonde e conquista per il suo attrito. Ciò è anche dimostrato dalla copertina del cd che ricorda un muro consumato dai graffiti e dipinto di rosso, quasi ad emulare un'opera pop-art. Un rigoroso trio con chitarra basso e batteria, in ricordo della classica formazione punk settantasettina, dove il “frontman”, cantante, chitarrista, Stefano Garaffa Botta, si alterna al recitato del batterista, Sacha Tilotta, il tutto sotto la presenza martellante ma non ingombrante del basso, condotto con destrezza da Michael Herman. In questo primo lavoro della band sono presenti come ospiti Agostino Tilotta, Giovanna Cacciola (Uzeda, Bellini) e Giovanni Fidelio (Mushrooms), quest'ultimo gruppo a noi già noto per essere stato ospitato nella trasmissione. Catania vuole diventare la vera fucina di talenti del sud e ci sta riuscendo. L'appuntamento per ascoltare un'anteprima del loro lavoro è Lunedì 8 Novembre dalle 21.00…

 

KOMAKINO
Theramin "We were gladiators" Psychotica / Goodfellas

Il Titolo di questo esordio è anche una lirica del pezzo più atipico dell'album: uno spoken word su chitarra acustica di gusto Andaluso. Quindi nelle altre tracce il trio Theramin , da Catania, invece spezza le ossa su regole math-rock di casa June of 44 , e a quanto leggo il batterista, Sasha Tilotta ha il dna di Agostino Tilotta e Giovanna Cacciola, aka Uzeda (icona nostrana dell'idie!). Tra l'altro il primo suona la chitarra di cui scrivevo nella “Near by Saint Leonard River”, e Giovanna è alla voce sulla rancida “In My Place” episodio migliore insieme a !Two pieces of glass”. Il Basso è perennemente nervoso nei giri tortuosi, la chitarra decelera accelera il tutto nelle armonie, e la batteria scarica sapientemente tensione, i sinonimi di isteria li trovi tutti rappresentati: rabbia, esaltazione, irrequieti, aiutati anche dagli archi di “To be Away”. Un disco lodevole suona canoni ben conosciuti ma aggiunge la propria anima. Il Cd costa solo 10€ ed è in digipack.

The title of this debut is also one of lyrics of the most different track featuired on, kind of whispered spoken word on acoustic guitar with a spanish taste. Then, along other pieces of music, Theramin trio, from Sicily, Italy, breaks bones on math rock rules dear June of 44 , and I just come to read that Sasha Tilotta drummer as got some special dna, being Agostino Tilotta and Giovanna Cacciola's son, aka Uzeda (indie icon downhere!!). Moreover, Agostino plays that guitar on “Near by Saint Leonard River” whose I was writng above, while Giovanna sing on rancid “In My Place”, best shot together with “Two Pieces of Glass”. Bass is deperately nervous through its labyrinthic riffs, on the other side, guitar runs fast and slow down armonies, and drums wise kick out tension, and synonyms for hysteria are depicted: rage, elation, restless, also helped by arcs of “To Be Away”. A good album indeed, it plays some well-knows rules, but it add its own soul. And it costs only 10€ digipack box cd.

Recensore: Inkoma

 

MUSIC CLUB
Theramin “We were gladiotors” - Psychotica records/Goodfellas

Questo racchiuso in un bel digipack rossiccio non è un semplice dischetto di post-rock come ce ne sono molti. I Theramin provengono da Catania, sono in tre, e si avvalgono di collaborazioni eccellenti per la definizione di quest'opera. Un disco che non suona italiano, con una competenza sonica veramente valida, quasi da produzioni d'oltreoceano o comunque di quell'Europa musicalmente colta nello sperimentare. Le strutture degli arrangiamenti sono forse la parte più godibile del disco, non che il resto sia male, anzi! (credo trasparisca che questo disco mi piace un bel po'!) Penso che questo sia il disco d'esordio più maturo che abbia mai sentito e non oso immaginare un sequel di questo cd… se non in ambito pro! Le influenze stilistiche ci sono: si passa dai Don Caballero meno bastardi, gli Shellac più cupi e le armonie alla Fugazi… un bel minestrone piacevole da gustare, condito con stile, miscelando atmosfere differenti ed osando accostamenti senza cadere nell'ovvio. Andate a comprarlo! Recensore: Dj NooZ

 

KFJC
Theramin "We were gladiators" Psychotica / Mandai Distribution

Solid battering-ram rock from Italy's Theramin targetting our shores with english lyrics... and "talks" too, as featured on "Near by the Saint Leonard River" which wisely tells us not to think too much. Drummer Sacha Tilotta offers said talks, and when he's not a ponderer, he's a pounder. Drums on this album sound great and fight for life. Tracks often go through stark passages where either Sacha's drums or Stefano Garaffa Botta's guitar drop out for a few bars before dynamics damn the torpedoes and full boar ahead. Good yelping female guest vox by Giovanna Cacciola on "In My Place." String suite sweetens "To Be Away" which like much of the album features prominent and vital basswork by Michael Herman, a key to heavy-hitting rock. And Theramin is some kinda Italian Kung Fu which lands every punch.

Reviewed by: Thurston Hunger

 

PERTE ET FRACAS
Theramin “We were gladiators” Psychotica Records / Mandai Distribution

Originaire de Catane en Sicile, partageant une scène commune avec Uzeda/Bellini, ce nouveau trio risque d'être catalogué rapidement. Ca serait aller vite en besogne. Si il est vrai qu'ils doivent posséder quelques disques en commun, Theramin a su voir un peu plus loin que les influences de Shellac que l'on peut entendre en tendant bien l'oreille. La rythmique tient un rôle essentiel mais est suffisamment variée pour ne pas s'enfermer dans un style. Et en prenant soin d'inviter une chanteuse sur " In my place ", en sortant le violon sur le mélancolique " to be away " ou en n'hésitant pas à carrément se foutre à poil sur l'intimiste " Near by the S.Leonard River ", juste une guitare acoustique et un sermon, Theramin varie les plaisirs, malin comme un singe. Un rock dissonant, des harmonies rutilantes, des structures complexes juste ce qu'il faut mais pas trop, nerveux et dosé, ce premier disque est une nouvelle pièce réussie à apporter au rock italien qui n'arrête pas en ce moment de nous sortir des jeunes pousses prometteuses. Les nouveaux gladiateurs.

 

SKX (14/11/2004)
silent screamzine

theramin"we were gladiators" -psychotica record/goodfellas
Buon sangue non mente, verrebbe banalmente da rammentare tenendo conto che il batterista Sasha è figlio di Agostino Tilotta e Giovanna Cacciola degli Uzeda/Bellini (inevitabilmente anche ospiti dell’album). Il trio catanese sfoggia un esordio coi fiocchi, memore anche delle mirabili performance di famiglia, un lavoro ostico e refrattario ad ascolti distratti, meno urgente e d’assalto di quanto ci si potrebbe attendere e più rifinito e predisposto a raffinatezze sonore degli altri titoli in catalogo Psychotica (ad esempio, gli arrangiamenti d’archi nella sfuggevole “To Be Away”). Le progressioni dei Theramin poggiano sulla chitarra e sulla sferragliante sezione ritmica (“When Santa Claus Died”) per innalzare sonorità dense di geometriche rifrazioni timbriche ed armoniche (“In My Place”), in lenta e perenne trasformazione, tra stralci hardcore, intuizioni psichedeliche, ispirazioni jazz, in una musica cerebrale e fortemente evoluta. Funamboliche esagitazioni ed esplosioni percussive di ascendenze hard rock e noise (“Butterfly Wings Over Computer”), mentre la chitarra si dilunga e si allarga verso inaspettati lidi psicodeliranti (“Two Pieces Of Glass”), in mezzo a quintali di riffing quadrato e spigoloso (“1+1 Doesn't Always Make 2”), a rumorismi puntuali e persino ad avvisaglie proto-grunge. Gli otto segmenti che compongono “We Were Gladiators” analizzano fluttuazioni chitarristiche variabili in tono ed ampiezza all’interno di un indie-noise al confine col ‘rumore bianco’ che farà la felicità di chi si trastulla con Three Seconds Kiss, June Of ‘44 e Don Caballero, in un approccio probabilmente meno duro ma anche più cervellotico, virando continuamente verso la deriva matematica del post-rock. Non è musica facile, ed è lontana miglia e miglia dalla roba edulcorata che serve quotidianamente mamma radio, per dire. Ma è difficile chiedere qualcosa di più creativo ad un pezzo di plastica, oggi e sempre.

voto: (7/5)
Flavio Ignelzi

 

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theramin: sacha79@hotmail.com
Psycotica Records : www.psycoticarecord.com